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La cooperativa è stata voluta dallallora vicario
parrocchiale don Tranquillo Chiodi.
Negl iimmediati anni del dopoguerra era nata la necessità
di dare ai consumatori cattolici la possibilità di
effettuare acquisti di generi alimentari a prezzo inferiore
rispetto a quelli praticati nei negozi di proprietà.
Infatti lo scopo sociale
previsto dallAtto Costitutivo era: effettuare
azione calmieratrice dei generi alimentari e di prima necessità.
Molto probabilmente si era anche sentita la necessità
di contrapporsi ai comunisti. Questi avevano già
una loro cooperativa che smerciava,
nella classica osteria, vino e bevande; in un negozio i generi
alimentari (i negozi erano diventati due negli anni sessanta).
Il 2 ottobre 1949 viene ufficialmente costituita la
cooperativa. Vi avevano aderito un centinaio di persone dellarea
cattolica tramite il versamento di una quota sociale di lire
cinquecento. La somma, non eccessiva, era un esborso importante
per una famiglia, magari ancora contadina. La licenza di esercizio
venne rilasciata dalla Acli di Milano. La
vendita,
stante il tipo di licenza, consentita ai soli soci; le vetrine
gli accessi non dovevano permettere la visione dellinterno
del negozio dalla strada. Le due componenti, licenza e modalità
di vendita, diedero il nome alla cooperativa chiamata Spaccio
Acli Achille Grandi.
Achille Grandi (Como 1883, Desio 1946) organizzò
nel 1919 i sindacati bianchi, fu deputato dal 1919 al 1926
del il partito popolare, segretario della CGIL corrente
democristiana, promotore della fondazione delle Acli (Associazione
nata nel 1945).
Il nostro primo negozio fu aperto via Manzoni (allaltezza
dellattuale n.18), quindi si trasferì quasi di
fronte. In quegli anni il Comune Lainate rilasciò licenza
commerciale e, quindi, la vendita allora fu aperta a tutti
i cittadini.
Negli
anni 60 don Antonio Piazza (coadiutore) si interessò
della cooperativa e operò in modo da rinnovare il consiglio
di amministrazione e dare nuovo slancio allattività.
Vi fu un primo ingrandimento del locale con rinnovo dellarredamento,
quindi trasferimento in via S.Vittore, con ulteriore ingrandimento.
Nel 1980 si procedette allacquisto dellimmobile
che ospitava la cooperativa. Si trattava di 900 mq. tra cortile
e fabbricati. I fabbricati erano in maggior parte fatiscenti.
Furono subito inoltrate, in modo reiterato nel tempo, le richieste
di ristrutturazione totale. Ma, nonostante venne sollevata
una polemica con un articolo sullallora Rhosette e uno
sul Giorno, lAmministrazione comunale non prese decisioni.
E solo nel 1994 che si è riusciti a porre mano
ai complessi lavori di rifacimento. impegni finanziari sono
stati notevoli e ci hanno costretti alla cessione del 50%
della proprietà.
Tutto
sembrava procedere con soddisfazione ma dopo un paio danni
sono incominciate le difficoltà, dovute ad una progressiva
diminuzione del volume delle vendite. Le ingenti perdite degli
ultimi anni ci hanno portato all'amara decisione di mettere
termine allattività. Ora la cooperativa rivive
dedicandosi al commercio equo solidale e alla cooperazione
con i paesi del terzo mondo.
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